Venerdì, 26 Agosto 2016 10:11

SPORT E FATICA CENTRALE

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FATICA CENTRALE:

La fatica centrale come detto nell'articolo introduttivo sulla fatica http://www.milanonutrizionista.it/il-blog/alimentazione-sportiva/sport-e-fatica  è la principale responsabile del calo di motivazione quando lo sforzo è molto prolungato.

La fatica centrale sembra legata al metabolismo di differenti neurotrasmettitori. Questi sono direttamente responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi tra le diverse strutture del cervello, tra cui centri motori e comportamentali.

Sono state proposte diverse ipotesi per spiegare la fatica centrale tra le quali l’ipotesi serotoninergica, l’ipotesi dell’acido gamma ammino butirrico e dell’ipogicemia.

  1. Ipotesi Serotoninergica: la serotonina è un aminoacido che viene prodotto a partire dall’aminoacido precursore triptofano.

La serotonina è legata al benessere fisico (in alcune forme di depressione ad esempio esiste una diminuzione di serotonina).

L’esercizio causa una maggiore sintesi cerebrale di serotonina, che insieme alla produzione di endorfine, contribuisce a dare la sensazione di benessere post esercizio.

Perché la serotonina è legata alla comparsa di fatica durante l’esercizio? Perché esercizio prolungato causa un aumento della sintesi di serotonina cerebrale, per questo meccanismo:

abbiamo detto che viene prodotta a partire dal triptofano. Il triptofano nel può penetrare nel cervello per essere trasformato in serotonina solo passando attraverso appositi canali (canali di trasporto degli aminoacidi).

Durante l’esercizio però, vengono liberati dal muscolo anche gli aminoacidi ramificati BCAA possono penetrare nel cervello solo mediante gli stessi canali per il triptofano.

Quindi il canale di passaggio per il triptofano e BCAA per arrivare al cervello è il medesimo:

il triptofano liberato in maggiore quantità durante l’esercizio entra in maggiore quantità nel cervello, trasformandosi in serotonina e causando l’insorgenza di fatica

Questo spiega come mai gli integratori di BCAA potrebbero aiutare a ridurre l’insorgenza della fatica se assunti subito dopo l’allenamento: aumentando i BCAA plasmatici, questi competono con i canali di trasporto del triptofano al cervello, causando una riduzione della produzione di serotinina, riducendo la fatica.

  1. Ipotesi dell’acido gamma-ammino-butirrico (GABA): questo neurotrasmettitore blocca la sintesi cioè la produzione di serotonina. Purtroppo durante l’esercizio prolungato il GABA diminuisce, quindi la produzione di serotonina non viene bloccata con conseguente sensazione di fatica.
  2. Ipotesi ipoglicemica: l’ipotesi di una relazione tra fatica e ipoglicemia è molto antica (Levine et al., 1924).

L’ipoglicemia da esercizio interviene soprattutto carico dei soggetti che presentano valori elevati di sensibilità all’insulina, in sovrallenamento o in circostanze particolari, legate a sbalzi termici, altitudine e ritmi circadiani.

L’ipoglicemia è causa di fatica e di ritiro dalla competizione, perché compromette la termoregolazione in ambiente freddo e favorisce l’instaurarsi di lesioni muscolari e tendinee.

L’ipoglicemia è spesso menzionata come causa di fatica centrale. L’esempio classico è quello della maratoneta Greta Waitzche nelle Olimpiadi nel 1984 finì per lasciarsi distanziare dalle sue concorrenti. Ella dovette fermarsi prima dell’arrivo a causa dell’ipoglicemia; un’infusione di glucosio la rianimò rapidamente

Una supplementazione di glucosio (glucosio, maltodestrina) durante l’esercizio prolungato permette di evitare l’ipoglicemia.

L’apparizione di ipoglicemia varia in funzione di:

  • Riserve di glicogeno e allenamento del soggetto
  • Intensità e durata dello sforzo

Questo tipo di ipoglicemia non compare (o compare di rado) per esercizi che durino meno di 2-2,30 ore

L’ALIMENTAZIONE PUO’ PREVENIRE O RITARDARE LA COMPARSA DELLA FATICA?

Certamente, ma deve essere coadiuvata dall’allenamento.

Le indicazioni nutrizionali cambiano a seconda del tipo di sport (lunga durata o breve durata e alta intensità), ma comunque in generale le indicazioni sono queste:

  1. Assicurare il “riempimento” delle scorte di glicogeno prima della gara
  2. Mantenere le riserve di glicogeno durante la gara
  3. Ripristinare il più velocemente possibile il glicogeno muscolare dopo la gara
  4. Utilizzo razionale dei BCAA dopo l’attività fisica
  5. Utilizzo razionale di integratori per tamponare il pH
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